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''San Ciatte' '' si
diceva che era un marinaio e che si era salvato da un fortunale
riparandosi dentro al porto di Pescara e con lui c'erano pure i
fratelli Sant'Andrea e San Giustino.Rimase a Pescara perche' si
trovava bene,comincio' a studiare da prete,diventò vescovo e fece
del bene a tutti quanti. L'hanno fatto santo perche' dopo
che l'hanno annegato con una pietra al collo, nel mare si
vedeva una luce ed era lui,con una grande schiera di anime che
pregavano camminando nell'acqua.''
In realta' le fonti
ecclesiastiche raccontano che Cetteo vescovo di Amiterno nel VII
secolo fu martirizzato dai feudatari longobardi che poi lo
gettarono nel fiume Aterno con una pietra al collo, la corrente ne
trasporto' il corpo senza vita fino alla foce dove gli abitanti
locali lo raccolsero adottandolo come protettore del borgo alla
destra del fiume.
La festa di''San
Ciatte''si faceva dopo ferragosto e durava il sabato la domenica e
il lunedi'.Era una festa addirittura colossale,ci si teneva
veramente assai.Venivano chiamate tutte le bande migliori:da
Pianella da Chieti,da Lanciano,da Teramo e si sfidavano a suonare
i pezzi d'opera piu' belli.
La mattina della
domenica,dopo la messa ,usciva la statua e le reliquie per la
processione,davanti la banda e i preti, dietro tutto il popolo.
attraversava tutto il centro arrivando fino alla marina.Poi quando
arrivava al ponte di ferro delle barche affilate lungo il fiume si
sparava la batteria dei mortaretti.Era mezzogiorno.
Il pomeriggio si
facevano tante cose.C'erano le sfide:la Cuccagna, la sfida
di nuoto,la corsa dei battelli a remi e se le spartivano quelli
delle due marine.Il palo della Cuccagna veniva montato di traverso
sul fiume fissato ad un barcone,cosi' chi scivolava cadeva in
mezzo all'acqua. Per la festa di San Cetteo veniva messo dalla
parte sud e per Sant'Andrea dalla parte nord.Il palo era tutto ''nzevato''con
grasso e sapone;chi riusciva ad arrivare fino alla cima si
prendeva il premio.
Lungo il corso del
fiume,all'imbrunire,venivano messi a galleggiare migliaia e
migliaia di lumini che arrivavano fino al mare aperto,ed il fiume
era illuminato per ore e ore.I lumini venivano messi nel fiume da
un barcone all'altezza di Sambuceto ed erano fatti con uno
stoppino infilato in un pezzo di sughero avvolto da carta
colorata.
Le giostre piccole e
le bancarelle di lupini e''nocelle'' si mettevano a Piazza del
Panificio,invece le giostre grandi si mettevano a Rampigna e
c'erano''le onde del mare'',''calcinculo''e''tre palle una lira''.Ai
cavallucci ci andavano solo''li bardisc''.Qualche volta venivano
anche i grandi circhi come il Barnum.
Dal balcone del
Teatro Michetti si tiravano i numeri della tombola,e la gente
riempiva tutte le strade attorno.Un facchino che chiamavano''Lindore''tirava
i numeri,teneva un vocione che lo sentivano tutti ma era
analfabeta.
In ultimo c'era
lo sparo di mezanotte.Era una cosa impressionante, ci venivano
apposta i forestieri.Gli sparatori facevano la sfida a chi faceva
quello piu' bello.Ogni sera ce n'era uno, ma quello della domenica
era il piu' spettacolare, sparavano per un ora. Gli sparatori
erano Baiocchi che era il piu' vecchio,poi D'Addario,''Garibadi'',Solini
e Contento. |