NON SOLTANTO LA MIA INFANZIA E LA MIA PUERIZIA MA TUTTE LE ETA' VIVONO IN OGNI PIETRA,IN OGNI MATTONE,IN OGNI FIL D'ERBA,IN OGNI AGO DI PINO DELLA MIA CITTA' NATALE E FETALE. PESCARA. GABRIELE D'ANNUNZIO

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Cio'che mi ha sempre colpito nella Pescara di allora era il buonumore delle persone, la loro gaiezza,il loro spirito.Tra i dati positivi della mia eredita' abruzzese metto anche la tolleranza,la pieta' cristiana,la benevolenza dell'umore,la semplicita e la franchezza nelle amicizie.

Ennio Flaiano

 

Da ''PESCARA ANTICA CITTA' '' di Giuseppe Quieti - Carsa Edizioni

 

La Fortezza


 

La storia di Pescara e' cosi' antica che le sue origini sono quasi sconosciute.Probabilmente il primo insediamento avvenne intorno al Colle del Telegrafo dove sono stati riportati alla luce reperti risalenti anche a seimila anni fa.Secondo alcuni studiosi,i primi abitanti di Pescara vennero,atttraverso il Mare Adriatico,dalle sponde orientali e fondarono attorno al fiume,un villaggio che,in epoca romana fu chiamato Vicus Aterni.

Il villaggio si sviluppo',prese il nome del fiume Aternum e poiche' sia la citta' ,che il fiume erano una porta verso l'interno e Roma ,fu attribuito loro il nome di Ostia Aterni.

Da aternum si raggiungeva roma attraverso la Claudia Valeria,la Tiburtina e la Salaria.Nela citta' esistevano importanti edifici pubblici e privati.

Nella citta' esistevano importanti edifici pubblici e privati.C'erano diversi templi tra cui quello dedicato a Giove Aternio.Una celebre te-stimonianza ci informa poi dell'esistenza ,in Aternum del culto della Dea Iside.

Il fiume im mezzo al quale c'era una piccola isola,era scavalcato da un ponte monumentale costruito per volonta dell'imperatore Tiberio che volle anche il restauro dell'importante porto,per gli scambi com- merciali con l'Oriente.

Con la caduta dell'Impero Romano e l'avvento dei barbari,anche le sorti di aternum diventano oscure,come quelle di gran parte delle citta' minori.

All'epoca dell' invasione Longobarda,tuttavia, si sa che Aternum era sufficientemente importante ed aveva un suo vescovo,Cetteo,che accusato dai Longobardi di essere complice dei Greci cristiani,fu fatto precipitare dal ponte marmoreo con una pietra al collo(13 Giugno 597).

Aternum cambia quindi il suo nome e diviene Piscaria ed il fiume viene chiamato Piscarius.La citta' pur distrutta e ricostruita piu' volte,riveste sempre grande rilievo per la sua posizione strategica e per le sue robuste difese militari.

Nel 1095 Piscaria era ricca di monumenti e templi. Tra  quelli  piu' rilevanti si possono citare  le Chiese di Santa Gerusalemme,San Salvatore,Santi Legunziano  e Domiziano,San Tommaso Apostolo e San Nicoila.

Nell'anno 1140 pescara fu coquistata da Ruggiero,re Normanno di Napoli che fece eseguire diverse opere ,tra cui quelle del restauro del porto.Gli anni successivi furono caratterizzati da rovine edistruzioni della citta' ad opera della natura e soprattutto di scorrerie da parte di eserciti di questo o quel potente.In quegli anni tristi si succedono,nel dominio di Pescara diversi signori,tra cui Rainaldo orsini,Luigi di Savoia  e quel Francesco del Borgo, detto Cecco del Cozzo,vicario di Ladislao di Napoli,che fece ricostruire,nel 1409,la cittadella e la torre in mezzo alla piazza e che fu ricordato come uomo saggio e virtuoso.  

Si giunge, cosi', all'epoca dei D'Avalos d'Aquino che terranno Pescara per diversi anni,pur se con diverse interruzioni.Il 3 gennaio del 1424 il fiume Pescara in piena ghermisce  tra i suoi flutti il Gran Contestabile Muzio Attendolo sforza mentre cerca di attraversarlo a cavallo per portare soccorso alla citta' dell'Aquila assediata da Braccio da Montone.

Nel 1435 e nel 1439 la citta' fu comquistata da dal capitano di ventura napoletano Giacomo Caldora.Nel 1447 e poi nel 1482,subi' gli attacchi e le razzie dei Veneziani.Nel 1528 Pescara fu espugnata da Odet de Foix,visconte di Lautrec e maresciallo di Francia.Ma la reazione dell'imperatore spagnolo Carlo V non tardo' ad arrivare e i D'Avalos furono reintegrati nel marchesato di Pescara.

Comincia,allora,un nuovo e fiorente periodo della storia della citta' che,su decisivo impulso del duca d'Alba Ferdinando alvarez di toledo,vicere' di Filippo II di Napoli,vede accrescere le sue difese marittime e terrestri attraverso la realizzazione della grande fortezza,di una torre e di un castello.

Nel 1566,per la fortezza, ci fu il primo collaudo a causa di uno degli assalti piu' terribili,quello portato dalle 105 galee dell'ammiraglio turco Pialy Pascia'. Ma la fortezza di Pescara,oltre che fortificata,era comandata da un valoroso condottiero,Giovanni Girolamo I Acquaviva ,duca di Atri,il quale respinse gli attacchi e costrinse gli aggressori alla fuga. Questi si accanirono,allora,contro Francavilla,Ortona e Vasto che subirono distruzioni e saccheggi.

Agli inizi del 700 la citta'di Pescara contava  circa tremila abitanti di cui circa  una meta' risiedeva a Castellammare. Le battaglie per la conquista della fortezza non erano terminate. Nel 1707 fu attaccata dagli austriaci del conte Wallis e, a difenderla,c'era un altro Acquaviva duca di Atri,Giovanni Girolamo II,che resistette eroicamente per due mesi prima di capitolare.

Il Regno di Napoli e la citta' di Pescara passano,cosi',  agli austriaci, ma gia' nel 1734, Pescara viene assediatadagli spagnoli di Carlo di Borbone e,dopo una cruenta battaglia,cede alle truppe comandate dal duca di Castropignano.

Con l'avvento della Repubblica francese,la fortezza di Pescara e' conquistata,nel dicembre del 1798,senza spargimento di sangue , dal Generale Duhesme ed inizia cosi' la breve stagione della Repubblica Partenopea (1798-1799).Al suo arrivo a Pescara, il generale Duhesme aveva organizzato la sua legione nominandone a capo il cittadino Ettore Carafa che resistette valorosamente alla reazione borbonica del 1799.L'assedio alla fortezza fu portato da Giuseppe Pronio detto il ''Fra Diavolo abruzzese'',agli ordini del cardinale Ruffo fedele ai Borboni.  Nei primi anni del 1800 Pescara  venne occupata nuovamente dai francesi e costitui' un importante presidio militare del regno di GiuseppeBonaparte.Intanto Castellammare(circa 3000abitanti), diventa comune autonomo aggragato al circondario di Citta' Sant'Angelo.

Nel 1814 Pescara fu tra le citta' protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino Murat,re di Napoli.E fu a Pescara e non a Rimini,  che Murat,firmo',il 12 maggio del 1815 la prima delle Costituzioni italiane del Risorgimento.

La dura repressione borbonica era simboloeggiata dal bagno penale di Pescara,un carcere disumano nel quale furono rinchiusi tanti valorosi patrioti abruzzesi.Nell'ottobre del 1853 Pescara fu colpita da  una disastrosa alluvione che investi,tra gli altri,proprio i carcerati del bagno penale.Tra coloro che furono rinchiusi nel 'sepolcro dei vivi'una figura centrale del risorgimento meridionale fu quel Clemente De Caesaris,che,liberato per  ordine di Giuseppe Garibaldi, prese possesso,nel 1860,della citta' e della fortezza.Nello stesso anno,il re Vittorio emanuele II giunse con il suo esercito a Castellammare e,quindi, a Pescara. Sali' sul bastione della fortezza e pronuncio' la profetica frase:   <<OH CHE BEL SITO PER UNA GRANDE CITTA COMMERCIALE. ABBATTETE QUESTE MURA.  IN MENO DI UN SECOLO  PESCARA SARA' LA PIU' GRANDE CITTA' DELL' ABRUZZO.>

A fine anno, dopo il plebiscito,il re, tornando in Piemonte,si fermo' di nuovo a Pescara.Nel 1867 l'antica fortezza venne smantellata.i cannoni furono utilizzati,sul lungofiume,come bitte d'ormeggio per imbarcazioni.Negli anni successivi,e in particolare,ai primi del Novecento,Castellammare e Pescara si sviluppano demograficamente ed economicamente.

Gia si pensa all'unificazione delle due cittadine ed alla elevazione a provincia.   Castellammare e Pescara appartengono,infatti,rispettivamente,alla provincia di Teramo ed a quella di Chieti.La rivalita' tra i cittadini delle due sponde del fiume e'aspra,talora violenta.l'auspicato decreto di unificazione e di elevazione a Provincia arriva il 2 Gennaio 1927.A favore del provvedimento hanno influito la forte spinta popolare,l'autorita' politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D'Annunzio.

 

 
 
 
 
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