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La storia di
Pescara e' cosi' antica che le sue origini sono quasi sconosciute.Probabilmente
il primo insediamento avvenne intorno al Colle del Telegrafo dove
sono stati riportati alla luce reperti risalenti anche a seimila
anni fa.Secondo alcuni studiosi,i primi abitanti di Pescara
vennero,atttraverso il Mare Adriatico,dalle sponde orientali e
fondarono attorno al fiume,un villaggio che,in epoca romana fu
chiamato Vicus Aterni.
Il villaggio si
sviluppo',prese il nome del fiume Aternum e poiche' sia la citta'
,che il fiume erano una porta verso l'interno e Roma ,fu
attribuito loro il nome di Ostia Aterni.
Da aternum si
raggiungeva roma attraverso la Claudia Valeria,la Tiburtina e la
Salaria.Nela citta' esistevano importanti edifici pubblici e
privati.
Nella citta'
esistevano importanti edifici pubblici e privati.C'erano diversi
templi tra cui quello dedicato a Giove Aternio.Una celebre
te-stimonianza ci informa poi dell'esistenza ,in Aternum del culto
della Dea Iside.
Il fiume im mezzo al
quale c'era una piccola isola,era scavalcato da un ponte
monumentale costruito per volonta dell'imperatore Tiberio che
volle anche il restauro dell'importante porto,per gli scambi com-
merciali con l'Oriente.
Con la caduta
dell'Impero Romano e l'avvento dei barbari,anche le sorti di
aternum diventano oscure,come quelle di gran parte delle citta'
minori.
All'epoca dell'
invasione Longobarda,tuttavia, si sa che Aternum era
sufficientemente importante ed aveva un suo vescovo,Cetteo,che
accusato dai Longobardi di essere complice dei Greci cristiani,fu
fatto precipitare dal ponte marmoreo con una pietra al collo(13
Giugno 597).
Aternum cambia
quindi il suo nome e diviene Piscaria ed il fiume viene chiamato
Piscarius.La citta' pur distrutta e ricostruita piu' volte,riveste
sempre grande rilievo per la sua posizione strategica e per le sue
robuste difese militari.
Nel 1095 Piscaria
era ricca di monumenti e templi. Tra quelli piu'
rilevanti si possono citare le Chiese di Santa
Gerusalemme,San Salvatore,Santi Legunziano e Domiziano,San
Tommaso Apostolo e San Nicoila.
Nell'anno 1140
pescara fu coquistata da Ruggiero,re Normanno di Napoli che fece
eseguire diverse opere ,tra cui quelle del restauro del porto.Gli
anni successivi furono caratterizzati da rovine edistruzioni della
citta' ad opera della natura e soprattutto di scorrerie da parte
di eserciti di questo o quel potente.In quegli anni tristi si
succedono,nel dominio di Pescara diversi signori,tra cui Rainaldo
orsini,Luigi di Savoia e quel Francesco del Borgo, detto
Cecco del Cozzo,vicario di Ladislao di Napoli,che fece
ricostruire,nel 1409,la cittadella e la torre in mezzo alla piazza
e che fu ricordato come uomo saggio e virtuoso.
Si giunge, cosi',
all'epoca dei D'Avalos d'Aquino che terranno Pescara per diversi
anni,pur se con diverse interruzioni.Il 3 gennaio del 1424 il
fiume Pescara in piena ghermisce tra i suoi flutti il Gran
Contestabile Muzio Attendolo sforza mentre cerca di attraversarlo
a cavallo per portare soccorso alla citta' dell'Aquila assediata
da Braccio da Montone.
Nel 1435 e nel 1439
la citta' fu comquistata da dal capitano di ventura napoletano
Giacomo Caldora.Nel 1447 e poi nel 1482,subi' gli attacchi e le
razzie dei Veneziani.Nel 1528 Pescara fu espugnata da Odet de Foix,visconte
di Lautrec e maresciallo di Francia.Ma la reazione dell'imperatore
spagnolo Carlo V non tardo' ad arrivare e i D'Avalos furono
reintegrati nel marchesato di Pescara.
Comincia,allora,un
nuovo e fiorente periodo della storia della citta' che,su decisivo
impulso del duca d'Alba Ferdinando alvarez di toledo,vicere' di
Filippo II di Napoli,vede accrescere le sue difese marittime e
terrestri attraverso la realizzazione della grande fortezza,di una
torre e di un castello.
Nel 1566,per la
fortezza, ci fu il primo collaudo a causa di uno degli assalti
piu' terribili,quello portato dalle 105 galee dell'ammiraglio
turco Pialy Pascia'. Ma la fortezza di Pescara,oltre che
fortificata,era comandata da un valoroso condottiero,Giovanni
Girolamo I Acquaviva ,duca di Atri,il quale respinse gli attacchi
e costrinse gli aggressori alla fuga. Questi si
accanirono,allora,contro Francavilla,Ortona e Vasto che subirono
distruzioni e saccheggi.
Agli inizi del 700
la citta'di Pescara contava circa tremila abitanti di cui
circa una meta' risiedeva a Castellammare. Le battaglie per
la conquista della fortezza non erano terminate. Nel 1707 fu
attaccata dagli austriaci del conte Wallis e, a difenderla,c'era
un altro Acquaviva duca di Atri,Giovanni Girolamo II,che
resistette eroicamente per due mesi prima di capitolare.
Il Regno di Napoli e
la citta' di Pescara passano,cosi', agli austriaci, ma gia'
nel 1734, Pescara viene assediatadagli spagnoli di Carlo di
Borbone e,dopo una cruenta battaglia,cede alle truppe comandate
dal duca di Castropignano.
Con l'avvento della
Repubblica francese,la fortezza di Pescara e' conquistata,nel
dicembre del 1798,senza spargimento di sangue , dal Generale
Duhesme ed inizia cosi' la breve stagione della Repubblica
Partenopea (1798-1799).Al suo arrivo a Pescara, il generale
Duhesme aveva organizzato la sua legione nominandone a capo il
cittadino Ettore Carafa che resistette valorosamente alla reazione
borbonica del 1799.L'assedio alla fortezza fu portato da Giuseppe
Pronio detto il ''Fra Diavolo abruzzese'',agli ordini del
cardinale Ruffo fedele ai Borboni. Nei primi anni del 1800
Pescara venne occupata nuovamente dai francesi e costitui'
un importante presidio militare del regno di GiuseppeBonaparte.Intanto
Castellammare(circa 3000abitanti), diventa comune autonomo
aggragato al circondario di Citta' Sant'Angelo.
Nel 1814 Pescara fu
tra le citta' protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino
Murat,re di Napoli.E fu a Pescara e non a Rimini, che Murat,firmo',il
12 maggio del 1815 la prima delle Costituzioni italiane del
Risorgimento.
La dura repressione
borbonica era simboloeggiata dal bagno penale di Pescara,un
carcere disumano nel quale furono rinchiusi tanti valorosi
patrioti abruzzesi.Nell'ottobre del 1853 Pescara fu colpita da
una disastrosa alluvione che investi,tra gli altri,proprio i
carcerati del bagno penale.Tra coloro che furono rinchiusi nel
'sepolcro dei vivi'una figura centrale del risorgimento
meridionale fu quel Clemente De Caesaris,che,liberato per
ordine di Giuseppe Garibaldi, prese possesso,nel 1860,della citta'
e della fortezza.Nello stesso anno,il re Vittorio emanuele II
giunse con il suo esercito a Castellammare e,quindi, a Pescara.
Sali' sul bastione della fortezza e pronuncio' la profetica frase:
<<OH CHE BEL SITO PER UNA GRANDE CITTA COMMERCIALE. ABBATTETE
QUESTE MURA. IN MENO DI UN SECOLO PESCARA SARA' LA
PIU' GRANDE CITTA' DELL' ABRUZZO.>
A fine anno, dopo il
plebiscito,il re, tornando in Piemonte,si fermo' di nuovo a
Pescara.Nel 1867 l'antica fortezza venne smantellata.i cannoni
furono utilizzati,sul lungofiume,come bitte d'ormeggio per
imbarcazioni.Negli anni successivi,e in particolare,ai primi del
Novecento,Castellammare e Pescara si sviluppano demograficamente
ed economicamente.
Gia si pensa
all'unificazione delle due cittadine ed alla elevazione a
provincia. Castellammare e Pescara
appartengono,infatti,rispettivamente,alla provincia di Teramo ed a
quella di Chieti.La rivalita' tra i cittadini delle due sponde del
fiume e'aspra,talora violenta.l'auspicato decreto di unificazione
e di elevazione a Provincia arriva il 2 Gennaio 1927.A favore del
provvedimento hanno influito la forte spinta popolare,l'autorita'
politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio
morale di Gabriele D'Annunzio.
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