NON SOLTANTO LA MIA INFANZIA E LA MIA PUERIZIA MA TUTTE LE ETA' VIVONO IN OGNI PIETRA,IN OGNI MATTONE,IN OGNI FIL D'ERBA,IN OGNI AGO DI PINO DELLA MIA CITTA' NATALE E FETALE. PESCARA. GABRIELE D'ANNUNZIO

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Io ricordo una Pescara diversa,con cinquemila abitanti; al mare si andava con un tram a cavalli e le sere si passeggiava,incredibile!per quella strada dove sono nato,il Corso Manthone',ora diventato un vicolo e allora persino elegante.

Ennio Flaiano (da una lettera a Pasquale Scarpitti)

 

Tra Piazza Unione e Piazza Garibaldi, si diramano tre strade: Via delle Caserme,Corso Manthone' e Via dei Bastioni. Oggi dopo anni di degrado, Pescara Vecchia il cuore di  Pescara torna ad essere il piu' bello e affollato  luogo di incontro della citta'.Qui dove e' nato e vissuto il Vate, Gabriele D'Annunzio, e dove ha passato la gioventu'  Ennio Flaiano.

 

Via Bastioni e Via delle Caserme erano tutte arti e mestieri:chi faceva le botti chi faceva i tini, chi faceva lu stagnare;ogni porta un mestiere. Corso Manthone' invece era la via piu' di lusso: c'erano caffe,pasticcerie,oreficerie,negozi  di tutti i tipi, mercerie,forni,e poi sarti,mobilieri , barbieri,giornalai negozi di stoffe e ferramenta. A Via delle Caserme(la via a destra) c'erano la maggior parte degli artigiani:falegnami,ebanisti,intagliatori , cesellatori di legno,''ferrari''e ''ferracavalli'','' lu callarare'',e il miglior verniciatore di carrozze della zona : Mastro Leone.Ci venivano pure ''li signur''da fuori perche' faceva lavori precisi.C'era pure il forno di Michele che cuoceva pure la porchetta.In via delle Caserme c'era pure Giacomino Opera che che costruiva giocattoli e burattini e li vendeva alle fiere.


A Piazza Garibaldi c'erano due alberi grossi:"nu chiappine"(un pino) e "nu buttarill"(un leccio):i Pescaresi veraci per distinguersi dai forestieri e dai ''zengari''dicevano che erano nati "sott a lu chiappin'' di Piazza Garibaldi".In Piazza Garibaldi c'era''Za Minella'' che faceva il caffe' per quattro soldi, vendeva anche farina e altro, aveva la cantina sulla destra della piazza.C'era anche Clorinda che vendeva caffe' e vino.Alla Cantina di Jozz,in Piazza Garibaldi si offriva da bere agli amici quando nascevano i figli maschi.Abitava in Piazza Garibaldi "za mariannina'', donna di battaglia che faceva anche le carte.Piazza Garibaldi era il cuore della citta',ci si faceva di tutto:il mercato dei contadini,il lunedi e e poi i concerti e gli spettacoli.Era comoda perche' era chiusa dai palazzi e i pescaresi la consideravano come un salotto e la chiamavano proprio cosi'. Altro che Piazza Salotto di Castellammare!!

 
     
     
     

 

Dove adesso c'e lo stadio c'erano solo le paludi.lo chiamavano il ''mare dei chietini'',perche' i chietini ci venivano a prender le ranocchie;le catturavano con un attrezzo molto simile a ''li ciucculare'', gli spezzavano le zampe per non farle saltare e le in un sacco che tenevano a tracolla.  Sotto il ponte si mettevano le barche che mettevano le arance. I pellegrini che venivano a Pescara per le feste di san Cetteo o di Sant'Andrea si fermavano vicino al ponte per comprare le arance.

Lungo la Pescara e alla 'marina' passavano due volte all'anno 'li picurare'.Era sempre una festa e i pescatori gli davano le sardelle salate e il sale , pizze di ''randigna'' e e anche qualche pesce,loro li ricambiavano con le pezze di formaggi e la ricotta.

Alla pineta ci si andava sempre in tutte le stagioni ; a primavera per le scampagnate, l'estate per il mare,l'autunno e l'inverno ci andavano i cacciatori perche' era pieno di beccaccini e altri uccelli di passo. Prima degli anni '30 alla pineta non ci abitava nessuno e c'era solo l'alloggio del casellante ''Catena'' e la cantina di ''Canelle'' che si trovava all'incrocio tra la nazionale e Via Gabriele D'Anninzio ed era una sosta per i viaggiatori  che si fermavano per mangiare e bere prima di proseguire il viaggio per Francavilla e Ortona.Di fronte a ''Canelle'' c'ra una costruzione bassa con tavole di legno che solo l'estate vendeva le bibite.Si chiamava il ''Casotto di Catanelle'' e ci andavano i giovanotti con le spose.La pineta non l'ha mai calcolata nessuno:ci andavano i signori al mare ,con il tram o con lacarrozza tutti con i cappelli larghi.Allora non c'erano case ma soltanto stabilimenti balneari. Le persone di poco conto invece andavano a '' lu mare vicchie'', in fondo a Via Vespucci. Chi andava al mare vecchio,si portava quattro canne e dei teli, si costruivano sulla spiaggia delle baracchette per fare ombra.Si chiamava mare vecchio perche' sulla spiaggia l'acqua del mare ristagnava durante la bassa mare e per la gente era un sollievo camminare li' ed evitare la sabbia rovente.

In fondo a Viale Ronchi all'incrocio della strada che portava verso il fiume(attualmente tra Via Bardet e via Vespucci) ci abitava un uomo che certe sere si trasformava in lupo mannnaro e, se incontrava qualcuno lo sbranava.All'incrocio del mulinetto (Via di Vestea angolo via Vespucci) ci abitava Sabetta 'l'azzeccatrice' che era una specie di 'magara', brutta e vecchia e con un occhio mezzo cecato.

I ragazzi erano divisi in bande:c'era quella dell'Aterno, quella dei ''fornari'',formata da da i figli e dai garzoni dei fornai di Corso Manthone' e dintorni,e quelle delle due Marine''di qua'' e '' di la''che erano le piu' forti.Si andava appresso a tutti i cortei,agli sposi per prendere i confetti e i soldi che si tiravano appresso,alle fanfare ,alle parate militari.Alla Festa di San Ciatte' si andava per rubare i lupini e le ''nucelle''.Ci si divertiva con poco.Si andava per fossi a prendere le ranocchie,si giocava con''li stagnarule''(scatole di conserva o di lucido da scarpe)con cui si facevano i botti oppure, tagliando i coperchi ci si giocava a ''sandille''.

 

 
 
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