NON SOLTANTO LA MIA INFANZIA E LA MIA PUERIZIA MA TUTTE LE ETA' VIVONO IN OGNI PIETRA,IN OGNI MATTONE,IN OGNI FIL D'ERBA,IN OGNI AGO DI PINO DELLA MIA CITTA' NATALE E FETALE. PESCARA. GABRIELE D'ANNUNZIO

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SANTUARIO DEL VOLTO SANTO A MANOPPELLO                                  

SI TROVA A 1.5 KM DAL CENTRO DEL PAESE,SU COLLE TARIGNI.META DI PELLEGRINAGGI  CHE VI GIUNGONO A TUTTA LA REGIONE SOPRATTUTTO NELLA SECONDA SETTIMANA DI MAGGIO,GIORNO DELLA FESTA,LA CHIESA,A TRE NAVATE E CORO,ESPONE SOPRA ALL'ALTARE MAGGIORE,IN UNA PREZIOSA TECA,LA STESSA IN CUI LO POSERO NEL 1620 FRATE REMIGIO DA RAPINO E PADRE CLEMENTE DA CASTELVECCHIO SUBEQUO,UN VELO SOTTILISSIMO IN CUI E' RITRATTO IL VOLTO DI CRISTO.LA LEGGENDA NARRA  CHE LA RELIQUIA FU CONDOTTA IN PAESE DA UN ANGELO VESTITO DA PELLEGRINO.PER ALCUNI SI TRATTA DELL'EFFIGIE DESCRITTA DAL'ANONIMO PIACENTINO,GIA' VISTA IN TERRA SANTA.SI SA PER CERTO CHE CHE NEL 1506 ERA DI PROPRIETA'DI GIACOMANTONIO LEONELLI,SPEZIALE DEL LUOGO E CHE NEL 1608 FU ACQUISTATA DA DONATO ANTONIO DE FABRITIIS CHE A SUA VOLTA LO DONO' AL LOCALE CONVENTO DEI FRANCESCANI.   

 


 

SANTA MARIA D'ARABONA A MANOPPELLO

SU UN'AREA FORSE DEDICATA AL CULTO AL CULTO AGRARIO DELLA BONA DEA,I CISTERCENSI COMINCIARONO NEL 1208 LA COSTRUZIONE DI QUESTA ABBAZIA DEDICARA ALLA VERGINE E DESTINATA,NEI DESIDERI DEI FONDATORI,AD EMUARE QUELLA DI FOSSANOVA DI CUI RIPRENDE QUASI INTERAMENTE LA PIANTA E L'ALZATO.LA FABBRICA,FU INIZIATA DALLA PARTE ABSIDALE E DAL TRANSETTO,POICHE' LA NAVATA CENTRALE,INTERROTTA ALL'ALTEZZA DELLA SECONDA CAMPANA,SI DIMOSTRA RISPETTO ALL'ALTRA ANTERIORE DI ALMENO MEZZO SECOLO.LA MANCANZA DI GRAN PARTE DEL PIEDICROCE E' GIUSTIFICATA DALL'ABBANDONO DEL PROGETTO INIZIALE E DALLA CONCLUSIONE AFFRETTATA DEI LAVORI,FORSE PER LE LE PRIME AVVISAGLIE DI UN DECADIMENTO ECONOMICO E STRATEGICO ALL'INTERNO DELLA POLITICA DELL'ORDINE CHE CONDURRA' SANTA MARIA D'ARABONA A DIVENIRE NEL 1587 COMMENDA.DIIMPIANTO SEMPLICE A CROCE LATINA,LA CHIESA SI SVILUPPA SOPRATTUTTO NELLA NAVATA CENTRALE CHE SI CONCLUDE  CON L'ABSIDE,NELLA CUI APERTURA E' POSTO L'ALTARE.LE NAVATE LATERALI SORREGGONO L'INTERA VOLTA E GLI ALTARI SONO DISPOSTI LUNGO IL TRANSETTO.L'INTERNO E' CARATTERIZZATO DALLA PRESENZA DELLE COSTOLATURE CHE DANNO SLANCIO AI VOLUMI E SOTTOLINEANO LE LUCI DEGLI ARCHI E LE FUGHE DELLE VOLTE.IN MEZZO AD UNO SPAZIO SOBRIO E LINEARE SPICCA LA RICCHEZZA DEGLI ARREDI  COSTITUITI DAL TABERNACOLO E E DAL CERO.IL PRIMO E' FORMATO DA UN'EDICOLA GOTICA FINEMENTE LAVORATA,CHE APPOGGIA AL MURO;IL SECONDO SI INNALZA CON UN'AEREA LEGGEREZZA SU UNA SNELLA COLONNINA,SOSTENUTA DA DUE CANI E DA UN LEONE RAMPANTE.TRE DIPINTI FIRMATI DA ANTONIO MARTINI DI ATRI E DATATI 1337,DECORANO LA PARETE DEL CORO.RAPPRESENTANO NEL'ORDINE,UNA SANTA CORONATA,ONA CROCIFISSIONE E UNA VERGINE IN TRONO CON BAMBINO,CHE A SUA VOLTA TIENE TRA LE MANI UN PICCOLO CANE BIANCO. LA CHIESA E' CIRCONDATA DA UN PARCO DAL QUALE SI ACCEDE AL CORPO RESTANTE DELL'ABBAZIA

   

 

 

SAN LIBERATORE A MAJELLA  A SERRAMONACESCA

 


 

SAN CLEMENTE A CASTIGLIONE A CASAURIA

In uno degli scenari naturali piu' belli d'Abruzzo,in mezzo ad una vegetazione rigogliosa,nell'anno 871,per adempiere un voto,l'imperatore Ludovico II innalzo la chiesa ed il monastero dedicati a San Clemente Papa.Le forme che oggi si mostrano e soprattutto il suo solenne portico,su cui si aprono tre archi di gusto borgognone,si devono alle maestranze che vi operarono successivamente,per ricostruire,accrescere ed abbellire uno dei monasteri meridionali piu' celebri del medioevo.Sul modello dell'abbazia di Vezelay,il progettooriginario prevedeva la disposizione di un oratorio con narcete sopra il loggiato sul quale si aprono tre finestre geminate dell' XI secolo.Dai modelli d'oltralpe discende, anche, la ricca sequenza di decoraioni e figure che coprono gli archi e gli ingressi e che ,con un senso di piu' storico che dogmatico,celebrano,insieme alla gloria di Dio e dei santi,la potenza dell'abbazia. I quattro simboli degli Evangelisti sorreggono le colonette chedividono la parete: i dodici Apostoli sono allineati in due gruppi sui capitelli che sostengono l'archivolto centrale del portico.Al di sopra due file di figurine sono disposte a piani ,una di fronte all'altra;ciascuna e' composta da due personaggi in piedi e da un angelo a mezzo busto.Da un lato San Clemente e' accompagnato dal re Salomone,dall'altro il re david ha accantoi un uomo che porta il filatterio,su cui e' inciso un brano di Gioele.Sotto il timpano dei portali laterali,appaiono,rispettivamente,San Michele arcangelo e la Vergine in trono con il Bambino,mentre sul portale centrale coperto di rilievi,i quattro personaggi in abito regale rappresentano gli imperatori benefattori del monastero.Sempre sul portale centrale,al centro del timpano,e' raffigurato il Papa San Clemente seduto su un trono. Allasua sinistra l'abate Leonate mostra il modello della chiesa che ha fatto costruire.I rilievi che si susseguono sull'architrave raccontano ,in quattro episodi, la fondazione dell'abbazia.Al centro e' rappresentata la chiesa con il portico e il rosone.Un vero inciso piu' in basso celebra la fertilita delle terre che circondano il monastero.Un quarto gruppo,all'estremita' dell'architrave,raffigura le formalita'con le quali l'isola del Pescara fu liberata,secondo il volere dell'imperatore,da ogni dipendenza temporale o spirituale.La porta di bronzo dorato che chiude l'entrata centrale fu eseguita attorno al 1191.La decorazione dei due battenti,comprendeva in origine 72 lastre,di cui restano poco piu' della meta' che,tuttavia,permette di ricostruire l'insieme delle decorazioni.Su quindici lastre sono rappresentati i castelli e le torri merlate su cui l'abbazia di Casauria estendeva i suoi domini.Le  4 formelle agli angoli della porta sono ornate da un rosone ad altorilievo,le altre portano fiori incisi,disegni tracciati col compasso,oppure croci e mezzelune sormontate da una stella.Nella prima delle quattro formelle ornate e' raffigurato l'imperatore Ludovico II,fondatore del monastero,sulla seconda l'abate locale,donatore della porta;sulle altre due un monaco in cocolla.Le immagini dell'imperatore in piedi e dell'abate,seduto sul trono con la mitra e il pastorale,ricordano in maniera evidente i disegni a penna che illustrano il manoscritto della Cronaca di Casauria tanto che si e' ipotizzato che la decorazione sia stata disegnata dal medesimo alluminatore.Di squisita fattura e' il battente ,composto da un anelo ritorto che passa tra le mascelle di un leone.La solennita' dell'interno basilicale a croce latina e' scandita,in tre navate,da una serie di pilastri e semicolonne che sorreggono le arcate.Il transetto,raccordato all'aula da alcuni gradoni,si conclude con una sola abside centrale.Il loggiato ogivale dell'oratorio in controfaccia e le doppie arcate a sesto acuto,che ricadono su 8 pilastri di varia sezione,alleggeriscono la poderosa contrapposizione dei volumi,sui quali gettano una lama di luce le alte monofore a strombatura interna,aperte nella parte anteriore della nave centrale.Un' elegante cornice di gusto borgognone,poggiante su mensole a quarto di cerchio,bipartisce la parte superiore.Lo spazio e' ingentilito dal ciborio,che sistaglia entro il catino absidale,dal cero pasquale,dall'ambone e dall'altare.Il primo,in pietra bianca locale,di impianto medievale,ma modificato nel '9oo,interpreta secondo il gusto trecentesco i motivi vegetali dell'arte casauriense.D imaggior interesse storico ed artistico sono l'ambone ed il cero.Posti uno di fronte all'altro,a meta' della navata centrale,i due elementi sono di versi per il materiale usato,per la decorazione,per lo stile,tanto che sono attribuiti a due generazioni successive di artisti.l'ambone e' decorato in modo sfarzoso,il fogliame che esce dalla gola di due serpenti avvolge la struttura come un fregio ed i rosoni hanno un'ampiezza ed un rilievo magnifici.Il cero e proprio e' un'edicola a due piani composta da due lanternoni esagonali,seperati da un motivo vegetale.Un nastro musivo,disposto in fregi,in quadranti e meandri circolari,decora le facce dai due prismi di marmo,gli spazi tra le colonne e l'abaco del grande capitello a uncino.L'altare infine,e' formato da un sarcofago paleocristiano,ornato da motivi floreali in bassorilievo.

 

   
   

 

 


 

 

SAN BARTOLOMEO A CARPINETO DELLA NORA

 

 


 

SAN TOMMASO DI CANTERBURY A CARAMANICO TERME

APPENA FUORI IL PAESE,IN CONTRADA LUCHI SORGE LA CHIESA DI SAN TOMMASO.L'EDIFICIO,PROBABILMENTE INSISTE SU DI UN'ANTICA AREA SACRALE,FORSE SOLO UN ELEMANTARE RECINTO LUSTRALE DI EPOCA ITALICA,DESTINATO AL CULTO DELLE ACQUE.LA COSTRUZIONE ,COME ATTESTA L'ISCRIZIONE POSTA SULL'ARCHITRACE DEL PORTALE SINISTRO,FU TERMINATAELL 1202. LO STLI RIMANDA ALLE MAESTRANZE CHE LAVORARONO NELLA VICINA SAN CLEMENTE A CASAURIA ANCHE SE GLI ESITI ARTISTICI E ARCHITETTONICI NON RAGGIUNGONO I RISULTATI OTTENUTI NELLA GRANDE ABBAZIA.. LA FACCIATA, A SALIENTI,PRESENTA TRE PORTALI ,DI CUI QUELLO CENTRALE DI PIU' AMPIE DIMENSIONI E' SORMONTETO DA UN ROSONE A DIECI RAGGI. BELA LA DECORAZIONE DELL'ARCHITRAVE SUL QUALE SI ALLINEANO LE FIGURE SCOLPITE A TUTTO TONDO DI CRISTO BENEDICENTE CIRCONDATO DAGLI APOSTOLI. L'INTERNO, A TRE NAVATE, DI CUI QUELLA CENTRALE ABSIDATA,E' SCANDITO DA DUE FILE DI PIASTRONI DI VARIA FORMA E DIMENSIONE.TRA LA SECONDA E LA TERZA ARCATA DI DESTRA E' POSTO UN ESILE PILASTRO QUADRANGOLARE CHE ELEVA UN ELABORATO CAPITELLO COMPOSTO DA DUE CORONE DI FOGLIE E DA UN ABACO DECORATO A PALMETTE E MOTIVI ANTROPOMORFI. COMPLETANO IL MONUMENTO ALCUNE PITTURE VOTIVE,UN CROCIFISSO ANTICO E LA PICCOLA CRIPTA IN MEZZO ALLA QUALE SI APRE IL POZZO DI ACQUA SORGIVA,OGGETTO DI CULTO. ALL'ESTERNO E' DA NOTARE SOPRATTUTTO LA DECORAZIONE DELLA FINESTRA ABSIDALE,CONSISTENTE IN DUE ANGELI A BASSORILIEVO CHE AFFIANCANO LA MONOFORA

 


 

LA COLLEGIATA A CITTA SANT'ANGELO

SANTA MARIA D'ARABONA A MANOPPELLO

SANTA MARIA IN PIANO A LORETO APRUTINO

OASI ORIENTALE A  VILLA BADESSA-ROSCIANO

EREMO DI SANTO SPIRITO A MAJELLA A ROCCAMORICE

EREMO DI SAN BARTOLOMEO A ROCCAMORICE.

Nel 1274, dopo aver ottenuto il riconoscimento dell’ordine dei Fratelli di Santo Spirito fra’ Pietro si ritirò con alcuni discepoli a San Bartolomeo in Legio, dove restò fino al 1276. La costruzione, assai antica e risalente ai primi tempi della presenza eremitica sulla Maiella, era stata restaurata intorno al 1250 e lo aveva accolto già durante le numerose quaresime a cui soleva sottoporsi. L’edificio si stende in uno scenario insolitamente arido, sotto un costone roccioso che lo copre completamente.

 


 

EREMO DI SAN GIOVANNI A CARAMANICO TERME

 

 

 

     
     
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