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Da'Pescara in posa' di
Roberto Liberatoscioli Carsa
Edizioni
Sono note le rivalita' paesane
tra i comuni di Castellammare
Adriatico e Pescara.Gabriele
d'Annunzio con la novella ''La
guerra del ponte'' cosi
illustro' il conflitto tra le
due progenie i cui rapporti
erano da sempre caratterizzati
da antagonismo e gelosia.
''Un'antica
discordia dura tra Pescara e
Castellammare Adriatico,tra i
due comuni che il bel
fiumedivide. Le parti nemiche si
esercitno assiduamente in offese
e rappresaglie,l'una osteggiando
con tutte le forze il fiorire
dell'altra.E poiche' oggi e'
prima fonte di prosperita' la
mercatura,e poiche' Pescara ha
molta dovizia di industrie, i
Castellamaresi da tempo
mirano a trasferire i mercanti
su la loro riva con ogni sorte
di astuzia e di allettamenti.''
Per la riunificazione degli
abitanti delle due sponde e per
la nascita della nuova provincia
ci furono moltissime
trattative,volte a stabilire
soprattutto la denominazione
della nuova comunita'.Era chiaro
a tutti che l'unione dei due
comuni avrebbe sicuramente
determinato il loro rapido
progresso,sia dal punto di vista
amministrativo ed economico sia
che industriale e commerciale.Si
cercarono faticosi compromessi
volti a chiamare la citta'unificata''Aterno''o a coniare
la nuova denominazione di Castelpescara.In verita'
l'influenza di Gabriele
D'Annunzio sul duce porto'
quest'ultimo a dire che mai
avrebbe sacrificato sull'altare
della pace il nome del luogo
natale del poeta.E cosi' fu
Pescara.E con l'unificazione ci
fu la contestuale promozione a
Provincia.Il 6 Dicembre 1926
Mussolini cosi' telegrafo' a
D'Annunzio che si trovava a
Gardone Riviera:''Oggi ho
elevato la tua Pescara a
capoluogo di Provincia.Te lo
comunico perche' credo che ti
fara' piacere.Ti abbraccio.E
D'annunzio rispose:''Sono
contentissimo della grande
notizia e sono certissimo che la
mia vecchia Pescara ringiovanita
diventera'sempre piu'operosa e
ardimentosa per
dimostrarsi degna del privilegio
che oggi tu le accordi.Ti
abbraccio.''E il
Poeta telegrafo' lo stesso
giorno al Sindaco di Pescara
Umberto Ferruggia:''Il Primo
Ministro grazisamente mi
comunica che oggi ha elevato la
mia Pescara a capoluogo di
provincia.Sono certo che Pescara
con moltiplicata operosita'si
mostrera' degna del privilegio.Mando
a tutti i miei concittadini il
piu' lieto e fiero saluto.''
Dopo l'unificazione di
Castellammare Adriatico e
Pescara e' rimasta famosa la
frase del Vate per placare gli
animi dei contendenti:''Sono
Castellamarese da sempre,non
meno che Pescarese.''
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Da ''PESCARA ANTICA CITTA' ''
di Giuseppe Quieti - Carsa
Edizioni |
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All'angolo
tra Via Leopoldo
Muzii e Viale
Bovio c'e' il
vecchio Municipio
di Cstellammare
Adriatico.mo' si
distingue ''Centrale''
da ''Portanuova e'
per via dei due scali
ferroviari.I
signori che una
volta abitavano a
Pescara non hanno
voluto far mettere
la stazione,perche'
dicevano che il
fumo delle motrici
dei treni anneriva
le facciate dei
loro palazzi.Cosi'
hanno fatto la
rovina di Pescara
e la grande
fortuna di
Castellammare,che
invece ha
approfittato
subito
dell'occasione e
si e' sviluppata
alla grande
costruendo gli
alloggi per i
ferrovieri e gli
alberghi e i
ristoranti per i
viaggiatori.
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Da Era Pescara-Sovrintendenza Archivistica
per l'Abruzzo
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Se mo' si
distingue ''Centrale''
da ''Portanuova e'
per via dei due scali
ferroviari.I
signori che una
volta abitavano a
Pescara non hanno
voluto far mettere
la stazione,perche'
dicevano che il
fumo delle motrici
dei treni anneriva
le facciate dei
loro palazzi.Cosi'
hanno fatto la
rovina di Pescara
e la grande
fortuna di
Castellammare,che
invece ha
approfittato
subito
dell'occasione e
si e' sviluppata
alla grande
costruendo gli
alloggi per i
ferrovieri e gli
alberghi e i
ristoranti per i
viaggiatori.
A Castellammare
originariamente
c'erano tre o
quattro forni
come ''Tambrucc''
(in Via Mazzini) e
''Marcucc''
(dietro Piazza
Sacro Cuore).Poi
in via Venezia
arrivo' ''Marcantonio''
che
proveniva da Colle
Marino.Al padrone
gli si diceva ''lu
delegat'' perche
con quei baffoni
sembrava un
delegato
militare.Anche a
Castellammare
c'erano degli
artigiani,per
esempio c'erano
fabbri e ramai che
lavoravano intorno
a Largo Scurti,vicino
all'attuale
mercato coperto.Dietro
la ferrovia dalle
parti di Via
Michelangelo c'era
una famiglia di
ramai che veniva
da Spoltore. |
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RISOLUZIONI VIDEO
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